mercoledì 21 novembre 2012

abakuà

Gli abakuà (o naniga) sono società segrete maschili sorte a Regla, alla riva opposta alla baia de La Habana, nel 1834, in un cabildo carabalì. L’etnia carabalì proviene dal sud Nigeria (Calabar) e dal Camerun. Sono associazioni di mutuo soccorso il cui principio morale è quello di essere buon padre, buon figlio, buon fratello, buon amico; gli abakuà fanno giuramento di amarsi, di conservare i segreti, di non usare armi da taglio. Inizialmente avevano la fama di essere collerici e avari, ma laboriosi, per questo acquistavano la libertà prima di altri.
Il loro libro sacro è l’Estatuto, che stabilisce i rituali della pratica religiosa (esoterismo e magia).
La loro raffigurazione è il diablito, un diavoletto incappucciato.
A metà 800 le autorità spagnole proibirono ogni rito non cattolico e gli abakuà iniziarono a celebrare clandestinamente i loro riti. Oggi, pur non essendo più perseguitati, mantengono segrete le loro attività, che sono aperte ai bianchi ma non alle donne (che possono però partecipare alle messe spirituali).
Gli iniziati non possono divulgare i misteri, o vengono puniti duramente. Ogni iniziato prende il nome di un morto durante l’iniziazione,che si svolge sotto una ceiba dalle 24 alle 6.
La figura più alta è quella del re (iyamba) seguito dal mocongo (potere militare), isuè (potere ecclesiastico), empegò (potere legislativo); poi seguono i poteri minori. La loro chiesa è il fambà, o cuarto fambà, stanza in cui si svolgono le cerimonie segrete; il loro simbolo il tamburo èkue; i toques eseguiti permettono la comunicazione tra i vivi e i morti.
Non si trovano abakua oltre la provincia di Matanzas.

1 commento:

  1. Gli strumenti Abakuá utilizzati nelle feste rituali, sono i Tamburi Bonkó Enchemiyá, Bincomé o Biankome, Obí-apá, Kuchi-yeremá e la Campana Ekón. Le feste, chiamate "Plantes", si celebrano in luoghi consacrati

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